Ricevo e molto volentieri pubblico la testimonianza di una mia cliente:

Mi piace pensare alla sessione di kineosiologia emozionale come un concerto per archi in cui il suono dei singoli strumenti contribuisce all’armonia della sinfonia.
La sinfonia è la vita, il direttore d’orchestra è il corpo che, attraverso la sua memoria e la sua saggezza, comunica le note per vibrare all’unisono.
Per me la sessione è un ottimo strumento per placare il controllo della mente, che è costretta quindi ad abdicare al sentire ed al suono del silenzio.
Questo facilita il fluire verso nuove consapevolezze, determinando una qualità dell’esperienza quotidiana più piena e nutriente.
La delicatezza, la presenza, il rispetto e la profondità di Antonio accompagnano la sessione che arriva a sciogliere nodi arrugginiti e a potenziare le risorse impolverate da giudizi e condizionamenti.
L’esperienza con la kinesiologia emozionale in poche parole? Delicata, profonda, commovente, poetica.”

Grazie Antonio

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