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L’INCONTRO TRA SCIENZA E SPIRITUALITA’ NELL’EPOCA ATTUALE

La relazione tra Scienza e Spiritualità è antica come l’essere umano e il suo saper pensare. Essa, nel suo insieme, è la forza che maggiormente ha guidato lo sviluppo delle civiltà in tutto il mondo e che ha spinto il progresso, materiale, tecnologico e anche interiore della nostra specie.

Dai tempi della Grecia classica, periodo su cui la nostra società fonda le sue radici culturali, Scienza e Spiritualità erano imprescindibili all’interno di un’unica dimensione del sapere chiamata Filosofia Naturale. Questa consisteva nello studio della Natura e dei principi fondamentali che la costituiscono attraverso un approccio metafisico, pertanto chi si occupava di spiegare i fenomeni naturali era ben cosciente che la verità andava oltre ciò che si può cogliere con i nostri sensi ordinari. Scienza, filosofia e teologia, allora intrinsecamente collegate, studiavano la Natura riconoscendo nei suoi processi un profondo significato intrinseco. Il concetto di respiro vitale, da cui il termine spirito, ha origine in quella che Platone definiva anima mundi o “anima del mondo”, la sorgente e al contempo la forza motrice di tutta la Natura, che esplora e conosce sé stessa attraverso l’esperienza.

A partire dal rinascimento nacque per il “naturalista” il bisogno di staccarsi dalla speculazione, venne introdotta quindi la prova sperimentale e l’uso della ragione come fondamenti per l’interpretazione della realtà. Il linguaggio della matematica diventò la base per descrivere ogni fenomeno fisico che appariva misurabile e determinato anche fuori dal suo contesto, portando ad un periodo di Rivoluzione che, mentre gettò le basi della tecnologia moderna, portò l’uomo di scienza ad escludere tutte le proprietà della vita che non si potevano quantificare. Emozioni, gusto, profumo e insieme a queste le qualità come la bellezza, la salute, l’etica, furono messe da parte dall’indagine naturalistica. Questo passaggio dalla visione organica della Natura a quella meccanicistica viene registrato nella storia come un momento di rottura tra Scienza e Spiritualità, che poi si tradusse nella separazione concettuale tra mente e corpo nelle scienze umane e infine tra materia ed energia nella percezione della realtà.

La visione scientifica della vita e della Natura che sta emergendo nell’ultimo secolo, tuttavia, si può definire una concezione olistica, sistemica o ecologica e dimostra che si sta ristabilendo di nuovo un’armonia tra Scienza e Spiritualità che in fondo, non possono che andare nella stessa direzione. Einstein diceva “la scienza senza la spiritualità è zoppa, la spiritualità senza la scienza è cieca”. La nostra storia moderna dimostra una schizofrenia profonda da risanare alla svelta per il bene di tutti.

Attualmente ogni branca della scienza si sta muovendo per colmare tale separazione, ed è ora di cominciare a partecipare a tale movimento. La Terra è di nuovo vista come un’unità integrata, comprensibile solo guardando all’interdipendenza tra le forme viventi e non viventi, co-creatrici del metabolismo planetario. Stiamo affermando che gli ecosistemi naturali sono reti di sistemi interconnessi, che permettono a nuove proprietà di emergere ad ogni livello di interazione. La biologia parla di evoluzione dello sviluppo, schemi di organizzazione e regolazione epigenetica. Sappiamo che il cuore genera un campo elettromagnetico che si propaga e interagisce nello spazio circostante, che l’acqua del nostro corpo memorizza e trasferisce le informazioni che riceve, che il DNA è un’antenna in grado di captare e trasmettere onde, che dal suono si creano le forme. La salute viene compresa dalla scienza moderna come un fenomeno che emerge dall’armonia tra il corpo e la psiche, dove la percezione di sé e le convinzioni fanno da timone sull’espressione dei sintomi. Così con l’evoluzione del pensiero ecologico ogni vivente è messo di nuovo in relazione al suo ambiente, nel quale e grazie al quale crea le condizioni per la sua stessa esistenza. In ultima istanza, la fisica quantistica da anni ci insegna ad andare oltre al concetto di “parte separabile dall’insieme” poiché il mondo subatomico si dimostra come un tessuto di relazioni dove la materia è una funzione dell’energia e dove nulla è davvero prescindibile dall’osservatore e dal contesto.

Il mistico e lo scienziato moderno giungono di nuovo alle stesse conclusioni: la realtà è inaccessibile agli organi di senso ordinari e le parole non riescono più a contenere la verità. Brahman (dal sanscrito: ciò che c’è fuori, l’essenza universale) è identico ad Atman (ciò che c’è dentro, l’essenza individuale). E mentre le scienze della salute riconoscono che è illusoria la separazione tra mente e corpo, la fisica abbraccia intellettualmente le concezioni olistiche orientali in cui tutto è luce in un Universo entangled, senza un confine tra energia e materia, tra me e te.

Gli scienziati più brillanti erano dei mistici, dei pazzi visionari. Pitagora era un guaritore appassionato di magia, Da Vinci era un artista, Newton amava l’esoterismo. Il Dalai Lama studiò a fondo la dinamica delle oscillazioni neuronali del cervello e incoraggiava gli incontri tra i monaci buddhisti e i neuroscienziati, ritenendoli fondamentali l’uno per l’altro nella scoperta delle potenzialità umane indotte dalla meditazione.

Così, mentre Scienza e Spiritualità si stanno incontrando di nuovo, noi siamo tutti invitati a guardare oltre ai confini dell’interpretazione razionale per ricollegarci al senso di appartenenza e mistero che permea la materia.

 

Dott.ssa Stefania Del Piero 

 

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